Ci lascia come ogni anno con quel dispiacere perché sia finita,la corsa rosa proclama vincitore della sua 90^ edizione l’abruzzese Danilo Di Luca. Un giro strameritato per il corridore Liquigas che fin dalla crono a squadre a La Maddalena passando per Montevergine e Briançon ha dimostrato di essere non soltanto il più forte ma anche il più intelligente e il più tattico,qualità che gli hanno permesso di restare in sella quando un sempreverde Gilberto Simoni domava lo Zoncolan o quando un giovane promettente come Riccardo Riccò provava a mettergli il bastone fra le ruote sulle Tre Cime di Lavaredo.Un giro studiato meditato e quanto mai estremamente tattico;tatticismi che hanno premiato soprattutto le squadre (oltre alla Liquigas del vincitore va ricordata la Sauniere Duval che ha vinto ben 4 tappe con 4 corridori diversi) a discapito di chi come Damiano Cunego una buona formazione capace di cavarsela in qualsiasi circostanza manca ancora.Non me ne voglia Beppe Martinelli ma per il futuro della Lampre e del corridore veronese servirà una squadra capace di vincere crono e di portare il capitano anche sulle punte estreme delle montagne e magari anche con qualche tattica studiata in maniera più conforme a quelle che sono le reali possibilità dei corridori,ma anche qui va fatto un grande plauso a Marzio Bruseghin e a Danilo Napoletano che hanno comunque tenuto alto il nome della squadra. Un giro che ha portato allo scoperto giovani promettenti,su tutti il lussemburghese Andy Schleck,vincitore della maglia bianca e secondo sul podio. A soli 22 anni il capitano della CSC è stato capace di far dimenticare le disavventure di chi l’anno scorso vestiva la sua stessa maglia,regalandoci momenti di grande spettacolo e tenendo tutti col fiato sospeso fino all’ultimo. E ancora tante storie da raccontare,dalla conquista della maglia rosa dell’ingegner Pinotti ai trionfi di Piepoli (maglia verde) fino alle 5 vittorie di un rinvigorito Alessandro Petacchi (maglia ciclamino) che ha eguagliato a quota 24 vittorie Giuseppe Saronni. Dispiace un po’ per quel successo di tappa non arrivato per l’iridato Paolo Bettino,ma sono sicuro che anche lui avrà modo di rifarsi. Dunque dopo aver percorso quasi 3500 Km cala il sipario sull’edizione numero 90 e arrivederci a Palermo, dove sabato 10 maggio 2008 partirà la 91ª edizione del Giro d’Italia.

I podi finali:

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Tornare in città con la coppa. Attraversare le strade, le nostre strade, che dall’altra notte sono rossonere. Vedo le bandiere che sventolano dalle finestre e dai balconi. Guardo le sciarpe che compaiono qua e là: sui cruscotti delle auto, fuori dai finestrini, nelle vetrine dei negozi e sui banconi dei bar. E penso che dietro ogni segno rossonero di cui oggi è colorata Milano c’è una storia. Ci sono figli che hanno vissuto la notte magica di Atene accanto ai padri, ci sono famiglie che sono state attaccate alla Tv, e poi migliaia di bambini. Oggi riesco quasi ad immaginare le loro facce, tutte insieme, mentre soffrivano durante gli attacchi del Liverpool, si illuminavano di meraviglia per le giocate di Kakà, sono esplose di gioia per i gol di Pippo. Ecco, noi eravamo là a correre e lottare anche per loro, per tutti loro. E non conta quante volte hai vinto la Champions League. Perché le emozioni di una città sono sempre nuove, intense e profonde, e tornando a casa riesci a percepirle come se fossero una cosa sola, un’aria comune. E allora pensi che vuoi andare avanti, vuoi continuare ad allenarti, faticare e vincere. Soprattutto per loro, per tutti i bambini e i tifosi. Quelli che oggi dicono grazie al Milan. Con un segno rossonero sui palazzi di Milano.

Paolo Maldini

Corriere della Sera / 25-05-07

 

23 MAGGIO 07

- ATENE -

GRAZIE RAGAZZI !!!!!!!

Mentre le cronache si occupano della vicenda legata al varesino Ivan Basso dopo lo scandalo esploso prima dell apartenza del Tour de France dello scorso anno, parte oggi il 90° Giro d’Italia di ciclismo, con partenza da Caprera con la cronometro a squadre di 24 km. Il percorso di quest’anno, all’apparenza meno selettivo rispetto a quello degli ultimi anni, comprende otto tappe pianeggianti, cinque tappe miste, cinque di montagna (da segnalare: le Tre Cime di Lavaredo nel corso della 15a tappa, e lo Zoncolan durante la 17a tappa) e due cronometro individuali. Due i giorni di riposo quest’anno, martedì 15 maggio e lunedì 28 maggio. Arrivo, dopo 21 tappe, domenica 3 giugno come di consueto a Milano.
Pochi i pronostici per la maglia rosa di questa edizione: tra i favoriti i quattro italiani protagonisti degli ultimi dieci anni, ovvero Gilberto Simoni (vincitore del Giro nelle edizioni 2001 e 2003), Paolo Savoldelli (vincitore nel 2002 e 2005), Damiano Cunego (vincitore nel 2004) e Stefano Garzelli (vincitore nel 2000), ma sicuramente vorranno farsi vedere Alessandro Petacchi e l’australiano Robbie McEwen.
Ecco la planimetria di questa edizione: Leggi il seguito di questo post »

 

MELBOURNE (Australia), 18 marzo 2007 – “Vincere alla prima gara con la Ferrari è fantastico. La macchina è stata perfetta”. Si gode il trionfo Kimi Raikkonen. Il finlandese, erede di Michael Schumacher in Ferrari, porta al successo la F2007 al debutto nel Mondiale e torna a vincere dopo quasi un anno e mezzo di digiuno. E anche Schumi a fine gara lo ha chiamato per complimentarsi. “È stato un fine settimana fantastico. Tutto ha funzionato alla perfezione – ha detto Raikkonen – la macchina è andata benissimo, non abbiamo avuto alcun problema. È una bella sensazione tornare a vincere. La squadra è stata fantastica”.

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La prima gara del Mondiale presenta interesse anche per le nuove regole che possono cambiare la corsa: ecco una guida su come interpretarle. Alle ore 4 il via

MELBOURNE (Australia), 17 marzo 2007 – Sulla carta possono sembrare dei cambiamenti marginali. Invece le nuove regole della F.1 introducono ulteriori, interessanti variabili in un GP d’Australia che per tradizione è ricco di colpi di scena. Lo sapevate che quest’anno è obbligatorio impiegare le due mescole di pneumatici durante la gara ed è vietato fermarsi ai box per rifornire nel caso in cui la Safety Carentra in pista e sino a quando tutte le monoposto non si sono allineate dietro? Ecco un decalogo per capire come potrebbe svilupparsi stanotte la gara. Vedremo 22 vetture con le stesse gomme Bridgestone, diventato fornitore unico del campionato F.1. E sulle spalle degli pneumatici c’è anche un bollino bianco che, a vettura ferma, permette di capire il tipo di mescola. È solo una soluzione provvisoria, già in Malesia verranno introdotte delle modifiche per rendere più visibile la marchiatura delle gomme. Per ora godiamoci il ritorno della F.1. Buon divertimento.

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La domenica del derby è sempre un giorno particolare. Imprescindibilmente dalla qualità del gioco,una stracittadina è pur sempre una stracittadina.Poco importa se le maglie di qualcuno hanno cambiato colore,se la gioia del tricolore ha virato improvvisamente per un’altra via del centro milanese,se le attenzioni per le conseguenze del risultato passano in secondo piano.I rancori verso la propria squadra per qualche titolo perso,per qualche occasione sfumata,tutt’un tratto svaniscono;c’è qualcosa di più importante oggi,di più delicato.Vincere un derby significa imporre il proprio dominio calcistico,significa mettere il nome della propria squadra in risalto rispetto a quell’altra squadretta della propria città.Sarà una partita difficile,complessa e delicata soprattutto per tutti questi motivi.Le differenze tecniche e qualitative le si giudicherà in seguito;oggi parla il derby che ha visto affrontare nomi come Baresi,Rivera,Gullit,Van Basten a Facchetti,Suarez,Meazza,Mazzola.Buon derby!E che vinca il migliore!

Lo sconcerto e l’indignazione possono risultare insufficienti davanti a una tragedia come quella di Catania.A Catania non è morto soltanto un ispettore di polizia,è morta la società,è morto quel briciolo di speranza che ci faceva illudere che il cambiamento potesse effettivamente avvenire,che le coscienze si potessero realmente risvegliare,tutte illusioni.Trovo stupido ed estremamente ipocrito fermare il calcio per una o due settimane,pulirsi un po’ la coscienza e poi come se nulla fosse tornare tutti felici e contenti a rimettere su cori razzisti,a mostrare svastiche come trofei e a far saltare in aria macchine nascondendosi dietro l’alibi dell’essere tifoso di una squadra di calcio.La totale assenza di regole,l’ufficiosa anarchia che ormai dilaga nel belpaese va in qualche modo fermata.Fermare il calcio,la linfa vitale che fa andare avanti l’italiano medio,potrebbe essere una risposta.Un pugno duro contro tutto e tutti:televisioni,sponsor,presidenti,ultras,criminalità,etc.Nel 1943-1944 la Serie A si vide costretta a fermarsi in quanto non c’erano le condizioni per svolgere una campionato regolare,ebbene la situazione odierna ci si avvicina molto.Non ci sono più le condizioni per fare andare avanti lo show,ci abbiamo provato più volte,abbiamo provato più volte ad andare avanti,dal treno degli ultras fiorentini passando per l’intifada di Avellino fino ad arrivare alla guerra di venerdì sera.Non ci si vuole decidere a prendere misure radicali,con i soldi che ogni settimana i club spendono per rimediare ai danni degli ultras avrebbero potuto adeguare  gli stadi alla riforma Pisanu,installare telecamere o perché no comprare gli stadi,un po’ quello che è successo di Inghilterra,dove con la privatizzazione degli stadi sono riusciti a risolvere il problema hooligans.Se non ci si decide a prendere una precisa posizione a malincuore bisognerà fermare quel pallone.

Voto zero in fantasia: la nuova e attesissima Ferrari F1 si chiama semplicemente F2007 (si ipotizzava un F2007MS in omaggio a quanto fatto da Michael Schumacher). Voto dieci sul fronte della comunicazione: la macchina è stata presentata con un clamore riservato alle grandi star.

D’altra parte la cinquantatreesima monoposto della storia Ferrari ha un compito pazzesco: aprire l’era post Schumacher e, soprattutto, riconquistare il titolo Mondiale in Formula 1 nel 2007 con Kimi Raikkonen e Felipe Massa, due piloti che devono ancora dimostrare tutta la propria capacità. In un certo senso si torna al’antico, quindi, proprio ai tempi del grande Vecchio, quell’Enzo Ferrari che cercava in tutti i modi di dimostrare la superiorità delle sue macchine rispetto ai piloti: “se la monoposto è un missile – questo il concetto base – al volante ci possiamo mettere chiunque, il mondiale si vince lo stesso”.

Detto questo, però, da una semplice presentazione è difficile capire quali saranno i valori in campo: per ora si sa che il progetto 658, questa la sigla di progetto della F2007, è nato per far fronte al nuovo regolamento tecnico in vigore nel 2007, la cui principale novità riguarda la sicurezza, con l’introduzione di crash test frontali e posteriori più progressivi e l’inserimento di una struttura, realizzata in materiale composito, con funzioni di protezione laterale, all’altezza dei fianchi del pilota. Tutte modifiche che hanno fatto schizzare alle stelle il peso, aumentato di dieci chilogrammi (una misura enorme in F1 dove tutto si pesa col bilancino).

Grandi in tutti i casi le novità: il telaio è tutto nuovo, e lo si capisce anche a occhio nudo perché le forme delle pance e delle prese d’aria sono state rivedute in base alle modifiche effettuate nel sistema di raffreddamento che comportano anche uscite dei radiatori poste sulla parte superiore della carrozzeria, così come sostanzialmente diversa è la presa d’aria dinamica.

Ma non è tutto: il passo (la distanza fra le ruote anteriori e quelle posteriori) è più lungo rispetto alla monoposto precedente, mentre la coda è molto più piccola, grazie alla microscopica scatola del cambio (speriamo bene che non porti rogne…) e questo è un enorme vantaggio per l’aerodinamica. Il cambio, in tutti i casi rimane in posizione longitudinale, ma ora ha un innovativo sistema ad innesti rapidi dei rapporti (sette più retromarcia), per velocizzare ulteriormente il passaggio da un rapporto all’altro.

Sul fronte sospensioni invece, a prima vista, non ci sono novità: sono identiche a quelle della 248 F1, ma è già previsto un pesante sviluppo in funzione del futuro comportamento dei pneumatici del 2007. A proposito di modifiche in corso d’opera: qui siamo in F1 e tanti dettagli cambiano da una gara all’altra. Così sono già annunciate grosse modifiche alle ali anteriore e posteriore prima dell’inizio del Campionato del Mondo.

Quello che non si può cambiare, secondo il nuovo regolamento tecnico in vigore a partire da quest’anno, è la struttura fondamentale del motore che è dovuta rimanere inalterata rispetto alle unità omologate al termine della scorsa stagione. Così il motore 056 mantiene la sua funzione portante e resta montato longitudinalmente. In base a quanto permesso dal regolamento, rispetto al motore che è stato consegnato alla FIA nell’ottobre 2006, sono stati modificati “semplicemente”: la camera di combustione, le valvole e i condotti di aspirazione e di scarico al fine di ottimizzare la curva di coppia del motore per il limite regolamentare di 19.000 giri/min; il pistone, lo spinotto pistone e i getti di raffreddamento pistone per raggiungere la migliore affidabilità in presenza del limite di 19.000 giri/min; l’ingresso e l’uscita dei fluidi (acqua e olio) e gli accessori per agevolare l’integrazione dello 056 nella nuova vettura.

Siamo difronte, insomma, all’ennnesima comica: non c’è bisogno di essere esperti per capire che con tutte queste componenti inedite è lecito parlare di motore completamente nuovo. Mentre sono tutti da verificare gli ipotetici risparmi sul fronte della progettazione e dello sviluppo… Ma si sa, siamo in F1, dove le contraddizioni regnano sovrane.