Martedì 11/12 dalle 17 alle 18 Amarcord dedica una puntata speciale all’album madre di tutto il rock alternativo, manifesto del rifiuto, grande romanzo delle perversioni cittadine. La prima chiara espressione estrema del rock come arte. Prodotto dal genio creativo di Andy Warhol: Velvet Underground & Nico. In FM sugli 87.5 o 89.6(Cava De’ Tirreni) o in streaming su www.radiobaseagro.it .

 

Janis Joplin- Try (Live at Woodstock, 1969)

E’ passato parecchio tempo dall’ultimo intervento a causa di svariati motivi che evito a piori di elencarvi;arrivo subito al dunque. Il progetto “C’era una volta in America…”, di riscoperta degli anni ’60-’70 nato quasi per gioco sulle pagine di questo blog con la rassegna videografica, ha preso corpo ufficialmente in uno spazio radiofonico chiamato “Amarcord” che va in onda dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 18 sulle frequenze di Radio BaseAgro (in streaming anche su www.radiobasagro.it).

Uscita discografica da segnalare che avevo totalmente ignorato è quella del box da tre CD pubblicati da SonyBMG in cui sono raccolte 51 canzoni registrare nella quarantennale carriera di Bob Dylan e disponibili anche sul web qui (sito tra l’altro che ospita anche una sezione molto particolare in cui si possono scegliere i brani preferiti tra tutti gli album divisi per decade). Il triplo CD è pubblicato in due versioni: il cofanetto di tre CD ed una versione Deluxe, che ha le 51 canzoni con tre copertine diverse, un libretto speciale di 40 pagine a colori e 10 cartoline in edizione limitata raffiguranti i momenti più importanti della carriera di Bob Dylan. L’antologia parte dal periodo della formazione (dal 1962 al 1967) alla maturità (meta’ degli anni ‘70) fino all’ultimo Dylan, un periodo di fioritura artistica con rari precedenti tra autori di diverse generazioni.

Vi segnalo due album che non potete per nessuna ragione perdervi: Feist – The Reminder e Shine – Joni Mitchell (appena avrò un po’ di tempo spero di scrivervi qualcosa su questi due riuscitissimi e originalissimi album).

Doveroso ricordo va infine a Janis Joplin che il 4 ottobre di 37 anni fa venne trovata morta al Landmark Hotel di Hollywood. Il decesso, a detta del coroner, avviene per overdose da eroina. Si spense così la più grande voce del rock-blues contemporaneo, immersa in una vita fatta di droga e di un senso di disperazione instinguibile.

“Quando sono sul palco faccio l’amore con 25000 persone, poi però torno a casa e mi ritrovo a letto da sola”
Janis Joplin

   

Chi accende la radio, oggi, non si sorprende della possibilità di ascoltare più voci, suoni e stili. Non si stupisce certo di trovarsi a premere il tasto di selezione per passare da una frequenza all’altra fino a trovare la musica o la trasmissione preferita. E’ normale, oggi e da diversi anni. Ma non è sempre stato così. Fino a metà degli anni Settanta la possibilità di trasmettere via etere programmi radio (o tv) era attribuita soltanto al servizio pubblico, ovvero alla Rai. Era il monopolio esplicito e dichiarato, motivato da ragioni «tecniche», ovvero dalla scarsa disponibilità delle frequenze. Poi si dimostrò che non era così, ma intanto i tentativi di rompere e dimostrare che il suo presupposto tecnico era sbagliato erano stati stroncati sul nascere con sequestri e processi e il legislatore continuava a dare ragione alla tesi del monopolio.

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