Dopofestival

02/03/08

Il primo commento che mi viene da fare a caldo è un platonico peccato. Peccato perché quest’anno si poteva fare un ottimo festival. L’aria di rivoluzione, il treno delle canzoni sociali vincitrici della scorsa edizione avevano posto i presupposti per fare quantomeno un buon festival, e invece, come da anni solo in Rai sono capaci, hanno distrutto tutto quel poco di positivo che si poteva cogliere. Evito di essere troppo prolisso (anche se di cose da dire ce ne sarebbero moltissime) ma visto che la caciara messa su da Baudo quest’anno ha fatto acqua da tutte le parti su alcune cose mi vorrei soffermare.  Innanzitutto l’errore più grande di tutti (come ha fatto notare anche Boncompagni) è pensare di organizzare un Festival nel 2008 allo stesso modo di come si faceva 30 anni fa. Stessa formula, stessi presentatori, persino stesse canzoni. Eppure quest’anno Baudo ha fatto una scelta molto coraggiosa; invitare gente come Bennato, Tricarico, Gazzè, Tiromancino, Frankie HI-NRG, Cammariere, tutta gente che non ha per niente un pubblico squisitamente commerciale poteva finalmente segnare la svolta per Sanremo, mandare un messaggio forte e chiaro: basta canzonette ma in un Italia che ha bisogno di ossigeno ripartiamo dall’unica cosa che sappiamo fare, cantare. E invece no. Si è scelta una tetra via di mezzo che ha portato gli “alternativi” a diventare patetici e i commerciali a continuare a fare la loro parte. Il problema della formula: 5 serate di 4 -5 ore ciascuna sono troppe, non le regge più neanche un Baudo quest’anno visibilmente deluso. La gara è una sceneggiata patetica, non importa a nessuno se non a quei due poveracci che hanno vinto, i giovani stanno lì per far numero, grandi ospiti non ci sono stati (il bambino bravo bravissimo e i ballerini di tip tap se li potevano tranquillamente risparmiare), e dopo tutto questo, hanno pure il coraggio di lamentarsi per gli ascolti? Ma perché mai un italiano medio, dopo una giornata di lavoro, appena tornato stanco distrutto a casa con mille pensieri per la testa si dovrebbe angosciare ulteriormente con un festival che semplicemente non c’è o se c’è è palesemente falsato? L’apice si è toccato venerdì con la finale dei giovani che hanno cantato dalle 23 in poi, e casualmente hanno vinto gli unici che avevano cantato alle 21.30. E vogliamo parlare della “giuria di qualità”? Un manipolo di vip o pseudo tali che si sono divertiti a regalare 9 e 10 ai primi che passavano. Non sarebbe stato meglio chiamarla appunto “giuria vip” o piuttosto invitare nella giuria di qualità giornalisti, critici, discografici e addetti ai lavori (sparpagliati in rete sui vari blog da Assante a Castaldo) che ne sapessero giusto un pelino in più di Frizzi o Magalli? Sui vincitori non mi esprimo, anche perché sarebbe tempo perso visto che tra una settimana solo loro si ricorderanno di aver vinto Sanremo. Sulle canzoni faccio giusto qualche citazione doverosa: primo su tutti Gazzè. La canzone penso sia la migliore del festival. Lunedì aveva un problema con l’auricolare e l’ha cantata da schifo, giovedì nella serata dei duetti ne è venuta una versione meravigliosa con Paola Turci e Marina Rei mentre ieri sera è riuscito ad eseguirla da solo in maniera più che dignitosa. Sul pezzo di Zampaglione mi associo al giudizio di Frankie: sopravvalutato. Riguardo proprio Frankie invece bisogna dire che il pezzo è molto carino ma decisamente non adatto all’Ariston: sentir cantare “qui si fa la rivoluzione” da 4 coristi in smoking ha fatto perdere molto al pezzo. Un bel applauso va a Cammariere e Tricarico che hanno portato due buoni pezzi d’autore mentre un grosso applauso va a Bennato che è riuscito nell’impresa di portare la taranta a Sanremo. Il pezzo per chi conosce un po’ di pizzica e di musica salentina non è un capolavoro però adattandoci ai canoni sanremesi si capisce che il fratello buono dei Bennato ha fatto un ottimo lavoro.E ancora giudizio positivo per Mario Venuti (vederlo suonare di nuovo con i Denovo ha emozionato tanto) e per L’Aura (ha ottime qualità vocali…se solo la smettesse di imitare elisa poi sarebbe perfetta). Il resto peggio che andar di notte. Per quanto riguarda i giovani vanno fatti i complimenti ai Frank Head, originali e timidamente bregoviciani, ai La Scelta, meritato il secondo posto anche se il testo è un po’ banalotto, e a Valerio Sanzotta, (un dylaniano a Sanremo non si può non apprezzarlo). Concludo dicendo che Sanremo è una delle ultime poche cose tipicamente popolare che ci rimane, in nessun altra parte del mondo esiste qualcosa del genere, ce l’abbiamo solo noi e bisogna tornare ad andarne orgogliosi; rivediamo formula, canzoni, regia(basta Gino Landi ve prego!) e perché no magari anche presentatori, tutto quello che vogliono, ma ci devono ridare il nostro festival, quello di Villa e Modugno, della PFM e di Fossati, dei sogni e delle speranze di un’Italia che voleva semplicemente ascoltare musica. Quella vera.

 

Assante colpisce ancora….

Ieri è andata in onda la seconda parte della fiction sulla vita di Rino Gaetano e devo dire che è stato un po’ deludente rispetto alla prima, soprattutto perché ne è uscito fuori un ritratto di Gateano decisamente storpiato, ok romanzare sulla vita ma a un certo punto sembrava di vedere una versione all’italiana di Cobain, cosa che Rino non era anzi; per tutto il film si ha l’impressione che sia una persona incapace di prendere decisioni da solo, un imbecille che invece di fare le scelte giuste fa solo quelle sbagliate, un cantantautore che ha perso il genio creativo e che si accontenta di farsi scrivere le canzoni da altri. Ma Gaetano non era così. Le sue scelte le aveva prese eccome e l’ultimo album ne è la dimostrazione fin dal titolo. E non era, soprattutto, uno che “non aveva scelto da che parte stare” come sembra per tutto il racconto. Sicuramente Gaetano è stato costantemente combattuto tra l’anima “ribelle”, da “indiano metropolitano” e quella più commerciale, ma non ai livelli che la fiction riporta. Avrà anche avuto cattivi rapporti umani, ma la storia narra che quando morì stava per sposarsi con la sua fidanzata, mentre nello sceneggiato muore solo e abbandonato da tutti, tranne che dal padre, con il quale aveva litigato per tutta la vita. E non viene spiegata nemmeno la collocazione “politica” di Gaetano, che era chiaramente in quell’area creativa del movimento che esploderà appunto nel 1977-1978, gli anni del suo successo più grande.
Detto questo va anche detto che Claudio Santamaria è bravo, che ha corso il rischio di ricantare tutte le canzoni e lo ha fatto bene, non da imitatore, e che è stato spalleggiato da un gruppo di attori altrettanto bravi, tranne la Chiatti. Perdonatemi ma quella proprio non la reggo….

Esce domani l’ultimo lavoro del regista Todd Hayen “Io non sono qui”(I’m not there) presentato in concorso lo scorso martedì alla 64ma mosrta del cinema di Venezia. Il film racconta attraverso 6 diverse storie le varie fasi della vita del menestrello di Duluth dal ragazzino nero girovago che si fa chiamare Woody Guthrie, come il patriarca della canzone di protesta che ispirò il cantautore da ragazzo, ad Arthur (Rimbaud), poeta simbolista che ebbe a sua volta grande influenza sul cantante.Poi Jack (Christian Bale) cantante folk che si ricicla in John, pastore evangelista, Robbie (Heath Ledger), divo del cinema degli anni Settanta in piena crisi coniugale ed esistenziale, poi Jude (una Cate Blanchett straordinariamente somigliante al Dylan anni Sessanta), rockstar androgina perseguitata dai media e dai suoi fan che considerano un tradimento il suo passaggio dal rock al folk. Infine Billy (Richard Gere) un pistolero non più giovanissimo nel West del 1913 che tenta d’opporsi al prepotente avvento del progresso. In attesa dell’uscita nelle sale vi ripropongo la meravigliosa parte finale della poesia scritta da Dylan in onore di Guthrie.

You’ll find God in the church of your choice
You’ll find Woody Guthrie in Brooklyn State Hospital
And though it’s only my opinion
I may be right or wrong
You’ll find them both
In the Grand Canyon
At sundown

Last thoughts on Woody Guthrie – Bob Dylan

Prende il via domani 29 agosto, e proseguirà fino all’8 settembre, la Prende il via domani 29 agosto, e proseguirà fino all’8 settembre, la 64a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La selezione ufficiale dei film in programma comprende le sezioni “Venezia 64 – In concorso”, “Venezia 64 – Fuori concorso”, “Orizzonti”, “Corto Cortissimo” e ”Storia segreta del cinema italiano 4″. Nel programma anche la 22a Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori, due rassegne che comprendono film autonomamente selezionati da una commissione. Quest’anno sono 57 i film proiettati nelle tre sezioni ufficiali ”In concorso”, “Fuori concorso” e “Orizzonti”), con ben 51 film in anteprima mondiale e 6 in anteprima internazionale, di cui 22 in concorso e 13 fuori concorso.
Le star internazionali attese sono tantissime, e comprendono Brad Pitt, George Clooney, Keira Knightley, Jude Law, Richard Gere, Scarlett Johansson, Charlize Theron, Susan Sarandon, Colin Farrell, Ewan McGregor, Charlize Theron, Tommy Lee Jones, Cate Blanchett e Fanny Ardant. Tanti anche i registi attesi: Joe Wright (il cui ultimo film “Atonement”, da noi “Espiazione”, aprirà il festival), Ang Lee (Leone d’Oro 2005, che qui presenta “Lust, Caution”), Brian De Palma (“Redacted”), Ken Loach (“It’s a Free World?”), Tim Burton (a cui verrà consegnato un Leone d’Oro alla carriera).

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Giovedì prossimo mi lancerò per la terza volta (dovevo accontentare il proverbio…) nell’universo Giffoniano. Quest’anno in una vesta rinnovata e con una maglietta diversa; dopo ben due anni trascorsi tra i “Moccini” (come direbbe Fiorello) della F2Fly, quest’anno torno dopo un anno di pausa tra i Monti Picentini con la maglia nera della Music Concept. Sarà un po’ difficile quest’anno senza la solita compagnia giffonese, ma l’ossigeno che da Giffoni è qualcosa di estremamente necessario, per cui non potevo per alcun motivo non esserci quest’anno. Se poi si pensa agli ospiti quel minimo timore,quelle piccole paure o ansie che per assurdo ti raggiungono nonostante di quel paesello sperduto conosca praticamente ogni angolo, svaniscono improvvisamente. L’ansia di vedere insieme sullo stesso palco Carmen Consoli, Lautari, Rita Botto e Alfio Antico è qualcosa di gran lunga superiore. Per non parlare degli incontri con Ziggy Marley, Bersani, Cristicchi. Certo avremmo fatto volentieri a meno delle aggiunte delle ultime ore (Mariangela, PQuadro, Nesli e compagnia) ma in fondo salendo tra quelle montagne ieri mi sono accorto per l’ennesima volta che il Giffoni da qualsiasi angolo lo provi a guardare è sempre qualcosa di estremamente emozionante, prima dopo e durante. Dunque, classico zainetto rosso della Chupa Chups in spalla, e via a capofitto in questa 37^ edizione del GFF.

giffoni

 L’anteprima nazionale di Harry Potter e l’Ordine della Fenice inaugura il 10 luglio la 37a edizione del Giffoni Film Festival,  la rassegna dedicata alle pellicole destinate a bambini, ragazzi ed adolescenti,  diretta da Claudio Gubitosi. E’ la prima volta che la Warner Bros Pictures, che distribuisce anche il quinto attesissimo capitolo delle avventure del personaggio creato da J. K. Rowling, concede in anteprima ad un festival uno dei film della saga  del maghetto più famoso del pianeta. Harry Potter e l’Ordine della Fenice esce in contemporanea in tutto il mondo l’11 luglio.

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Cast
David Coco, Tony Sperandeo, Anna Bonaiuto, Ninni Bruschetta, Francesco Scianna, Tony Palazzo
Regia
Stefano Incerti
Sceneggiatura
Heidrun Schleef, Salvatore Parlagreco, Stefano Incerti
Durata
01:36:00
Data di uscita
Sabato 16 Giugno 2007
Genere
Drammatico
Distribuito da
01 DISTRIBUTION

Ispirato alla storia di Leonardo Vitale, il primo pentito di mafia che pagò questa scelta con il carcere, il manicomio giudiziario e, infine, con la sua stessa vita.

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E’ stato ufficialmente pubblicato il programma del 5° Telefilm Festival che si terrà l’11-12-13 maggio all’Apollo spazioCinema di Milano e organizzato dall’Accademia dei Telefilm in collaborazione con Sorrisi e Canzoni Tv.Tante le anteprime tra cui Heroes, Jericho, Ugly Betty, Close to Home e Dexter e le novità tra cui quella di dedicare intere sale a specifici broadcaster(ad esempio il primo giorno la sala Dafne diventerà la sala Jimmy). 

Riporto di seguito il programma:

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Sono state rese note le nomination per i Nastri d’Argento 2007, i premi assegnati ogni anno al cinema italiano dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici. La cerimonia di premiazione quest’anno avrà luogo il 23 giugno nel Teatro Antico di Taormina, mentre le operazioni di voto si concluderanno il prossimo 31 maggio.
Da segnalare le sette candidature ottenute dal film “Il caimano” di Nanni Moretti e dal film “La sconosciuta” di Giuseppe Tornatore; a seguire, sei nomination per ”Il regista di matrimoni” di Marco Bellocchio e “Saturno contro” di Ferzan Ozpetek, poi con cinque nomination “L’aria salata” di Alessandro Angelini”, “La guerra di Mario” di Antonio Capuano e “L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino; quattro candidature per ”Anche libero va bene” di Kim Rossi Stuart, “In memoria di me” di Saverio Costanzo e “Nuovomondo” di Emanuele Crialese.
I tre nuovi Nastri d’argento – Personaggi dell’anno andranno a Michele Placido, Fausto Brizzi e Gabriele Muccino, mentre un Nastro speciale sarà assegnato a Dino Risi.

Di seguito le nomination nel dettaglio.

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E’ stato diffuso un comunicato stampa con le prime anticipazioni del V Telefilm Festival (di cui avevo già parlato qui) che avrà luogo dal 11 al 13 maggio all’Apollo spazioCinema di Milano.

Non perdetevi le anteprime e gli eventi dedicati a “Dr. House” e “Ugly Betty”;
la maratona celebrativa de “I Simpson”; le attesissime premiere di “Heroes”, “Dirt”, “Dexter” e “Studio 60″.
Nell’anno del boom dei telefilm sulle tv italiane torna l’unico evento interamente dedicato alle serie tv e ai loro protagonisti l’11-12-13 maggio 2007, all’Apollo spazioCinema.
Dopo le oltre 15.000 presenze dell’anno scorso, le oltre 40 anteprime europee e nazionali, anche quest’anno il Telefilm Festival promette anteprime, ospiti, retrospettive a tema, dibattiti ad hoc, incontri e confronti non solo per i fan, il tutto con la prestigiosa collaborazione di Tv Sorrisi e Canzoni.

LE ANTEPRIME E I DIBATTITI
Anche quest’anno il Telefilm Festival diventa una sorta di vetrina internazionale sulle nuove tendenze e sulle nuove proposte seriali, con molte anteprime internazionali ed europee. Tra le altre, spiccano le attesissime puntate inedite, in anteprima assoluta, di Dr. House.
C’è molta attesa anche per il pluripremiato Ugly Betty ed fanta-cult Heroes  di cui verranno verranno proiettati in anteprima assoluta due episodi, arricchiti a seguire da dibattiti che vedranno la partecipazione di alcuni personaggi dello spettacolo.
In concomitanza con la messa in onda negli USA del 400esimo episodio Telefilm Festival celebra con una mini-maratona dei migliori episodi de I Simpson, alla presenza dei doppiatori famosi che hanno prestato la loro voce ai protagonisti della serie animata cult di Italia 1.
Tra le proiezioni ricordiamo, inoltre, due nuove serie tv che vedono coinvolti tre volti di Friends: Dirt e Studio 60 on the Sunset Strip.
Nella prima troviamo Courteney Cox nei panni della direttrice di un giornale di gossip (oltre alla puntata-pilota, il Telefilm Festival ha in cartellone l’episodio-shock del bacio lesbo tra la stessa Cox e l’ex collega di Friends Jennifer Aniston)
La seconda, Studio 60 on the Sunset Strip, vede Matthew Perry nel dietro le quinte del talk show di un grande network televisivo.

Sempre in tema di “backstage” dell’ambiente televisivo segnaliamo un appuntamento tutto italiano: l’incontro tra il pubblico e i protagonisti di Boris la serie comica prodotta dal gruppo Fox Channels Italia ambientato sul set di una fiction tv e che vede tra i protagonisti Caterina Guzzanti, Pietro Sermonti, Antonio Catania e Carolina Crescentini, reduce dal successo di Notte prima degli esami – Oggi.

I SONDAGGI E LE PREMIAZIONI
Nel corso del “Telefilm Festival”, saranno inoltre resi noti i risultati del Maxi Sondaggio sulle Serie Tv lanciato da “Tv Sorrisi e Canzoni” e dall’Accademia dei Telefilm per eleggere il “miglior telefilm della stagione”: una sorta di Oscar delle serie tv votate via sms dal folto pubblico dei serial tv.

IDEATORI ED ORGANIZZATORI DEL TELEFILM FESTIVAL
Il “Telefilm Festival”, Mostra Internazionale delle Serie Tv, è nato nel 2003 dopo il successo del “Dizionario dei Telefilm” (Garzanti) – più di 75.000 copie vendute – nonché come espressione concreta e sul campo dell’Accademia dei Telefilm – associazione culturale che si promette di promuovere e tutelare la qualità delle serie televisive. Non è un caso che gli ideatori e i direttori artistici del Festival siano gli stessi delle iniziative precedenti e dell’ultimo “nato”, il “Telefilm Magazine”, la prima rivista interamente dedicata alle serie tv diretta da Antonio Visca.
Leo Damerini e Fabrizio Margaria spiegano: “Il fatto che il Telefilm Festival compia 5 anni nell’anno della consacrazione anche in Italia del genere seriale è una meravigliosa ed imperdibile concidenza. Dopo il Dizionario e l’Accademia, il Telefilm Festival è il passo successivo per raccontare un genere che da sempre ha caratterizzato la televisione, che conserva in sé quella matrice di cultura-pop che sarebbe piaciuta ad Andy Warhol e Roy Lichtenstein. Un punto d’incontro che vuole essere l’occasione per celebrare questa fiction spesso sottovalutata, nobilitarla dal piccolo al grande schermo e renderla ancora più “pop” (nel senso di “popular”), “teletrasportarla” tra la gente suscitando discussioni, opinioni, ricordi. Un viaggio tra i telefilm del passato, del presente e del futuro: quelli che ci hanno emozionato e quelli che vedremo prossimamente, molti dei quali destinati a diventare supercult”.
Anche quest’anno Tv Sorrisi e Canzoni fa parte della squadra del “Telefilm Festival”. Il periodico leader in Italia nel settore dei televisivi – da sempre punto di riferimento per oltre 6 milioni di lettori, che ne riconoscono il prestigio e l’autorevolezza nel “raccontare”, prima e meglio di tutti, i programmi televisivi più amati – è particolarmente attento al fenomeno delle serie tv. Il successo di questa manifestazione non sarebbe possibile senza il fondamentale contributo e supporto dei principali gruppi televisivi, tra cui Mediaset, Rai – Radiotelevisione Italiana Telecom Italia Media, SKY, Fox Channels Italia, Jimmy, AXN. L’evento è organizzato in collaborazione con Comune e Provincia di Milano e Regione Lombardia.

Telefilm Festival
Milano, 11-13 maggio 2007