Dylaniate

09/04/08

 

Grammy alla carriera a Dylan (1991)

  

Mi scuso con tutti per questo silenzio prolungato nel quale ho abbandonato questo blog ma purtroppo il tempo diventa sempre di meno e il pc negli ultimi tempi è stato particolarmente malaticcio. Ne approfitto del post per segnalarvi tre news dylaniane: la prima(ma lo saprete ormai tutti) è che a Dylan è stato consegnato il premio Pulitzer (prestigiosissimo premio per il giornalismo e le arti) , la seconda è che verrà in concerto in Italia il 15 a Treno, il 6 a Bergamo e il 18 ad Aosta, la terza (ma interesserà pochi) è che il percorso che presenterò all’esame di stato sarà incentrato sui vari modelli di protesta sociale e avrà come argomento portante proprio il menestrello di Duluth.

 

A presto!

 

P.S.= Lunedì sera c’è stata ai piani alti di palazzo Chigi una cenetta molto simpatica, che qualcuno ha definito un’ultima cena; ma io preferisco invece immaginarmela come l’ultimo atto di un’avventura di amici che si ritrovano a riflettere su tutto quel che è stato il loro percorso. Su quel che si poteva fare e non si è fatto, sulle persone delle quali ci si poteva fidare e non lo si è fatto (e viceversa). Sognando, immaginando, cantando e soffiando nel vento.

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200804articoli/31691girata.asp

 

Martedì 11/12 dalle 17 alle 18 Amarcord dedica una puntata speciale all’album madre di tutto il rock alternativo, manifesto del rifiuto, grande romanzo delle perversioni cittadine. La prima chiara espressione estrema del rock come arte. Prodotto dal genio creativo di Andy Warhol: Velvet Underground & Nico. In FM sugli 87.5 o 89.6(Cava De’ Tirreni) o in streaming su www.radiobaseagro.it .

 

Janis Joplin- Try (Live at Woodstock, 1969)

E’ passato parecchio tempo dall’ultimo intervento a causa di svariati motivi che evito a piori di elencarvi;arrivo subito al dunque. Il progetto “C’era una volta in America…”, di riscoperta degli anni ’60-’70 nato quasi per gioco sulle pagine di questo blog con la rassegna videografica, ha preso corpo ufficialmente in uno spazio radiofonico chiamato “Amarcord” che va in onda dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 18 sulle frequenze di Radio BaseAgro (in streaming anche su www.radiobasagro.it).

Uscita discografica da segnalare che avevo totalmente ignorato è quella del box da tre CD pubblicati da SonyBMG in cui sono raccolte 51 canzoni registrare nella quarantennale carriera di Bob Dylan e disponibili anche sul web qui (sito tra l’altro che ospita anche una sezione molto particolare in cui si possono scegliere i brani preferiti tra tutti gli album divisi per decade). Il triplo CD è pubblicato in due versioni: il cofanetto di tre CD ed una versione Deluxe, che ha le 51 canzoni con tre copertine diverse, un libretto speciale di 40 pagine a colori e 10 cartoline in edizione limitata raffiguranti i momenti più importanti della carriera di Bob Dylan. L’antologia parte dal periodo della formazione (dal 1962 al 1967) alla maturità (meta’ degli anni ‘70) fino all’ultimo Dylan, un periodo di fioritura artistica con rari precedenti tra autori di diverse generazioni.

Vi segnalo due album che non potete per nessuna ragione perdervi: Feist – The Reminder e Shine – Joni Mitchell (appena avrò un po’ di tempo spero di scrivervi qualcosa su questi due riuscitissimi e originalissimi album).

Doveroso ricordo va infine a Janis Joplin che il 4 ottobre di 37 anni fa venne trovata morta al Landmark Hotel di Hollywood. Il decesso, a detta del coroner, avviene per overdose da eroina. Si spense così la più grande voce del rock-blues contemporaneo, immersa in una vita fatta di droga e di un senso di disperazione instinguibile.

“Quando sono sul palco faccio l’amore con 25000 persone, poi però torno a casa e mi ritrovo a letto da sola”
Janis Joplin

Esce domani l’ultimo lavoro del regista Todd Hayen “Io non sono qui”(I’m not there) presentato in concorso lo scorso martedì alla 64ma mosrta del cinema di Venezia. Il film racconta attraverso 6 diverse storie le varie fasi della vita del menestrello di Duluth dal ragazzino nero girovago che si fa chiamare Woody Guthrie, come il patriarca della canzone di protesta che ispirò il cantautore da ragazzo, ad Arthur (Rimbaud), poeta simbolista che ebbe a sua volta grande influenza sul cantante.Poi Jack (Christian Bale) cantante folk che si ricicla in John, pastore evangelista, Robbie (Heath Ledger), divo del cinema degli anni Settanta in piena crisi coniugale ed esistenziale, poi Jude (una Cate Blanchett straordinariamente somigliante al Dylan anni Sessanta), rockstar androgina perseguitata dai media e dai suoi fan che considerano un tradimento il suo passaggio dal rock al folk. Infine Billy (Richard Gere) un pistolero non più giovanissimo nel West del 1913 che tenta d’opporsi al prepotente avvento del progresso. In attesa dell’uscita nelle sale vi ripropongo la meravigliosa parte finale della poesia scritta da Dylan in onore di Guthrie.

You’ll find God in the church of your choice
You’ll find Woody Guthrie in Brooklyn State Hospital
And though it’s only my opinion
I may be right or wrong
You’ll find them both
In the Grand Canyon
At sundown

Last thoughts on Woody Guthrie – Bob Dylan

Piccolo omaggio a chi si è permesso venerdì sera di storpiare questo meraviglioso pezzo. Ragazzi detto fra noi ma la nostra versione live è di parecchio superiore… Chi è in possesso della versione dei Pow-Wow Sound System Project me la mandi o la metta su youtube!

Riguardavo proprio ieri questa versione di It Ain’t Me Babe di Johnny Cash e June Carter nel concerto tributo a Bob Dylan nel 1993. “Da tanti criticata per le stonature della Carter, risulta essere in realtà un esempio di grande versatilità musicale e le voci buttate lì su due toni diversi rendono ancora più affascinante la canzone”.

….I’m not the one you want, babe,
I will only let you down…No, no, no, it ain’t me, babe,
It ain’t me you’re lookin’ for, babe….

 

Continuo a parlare dell’iniziativa di Repubblica ed Espresso già presentata qui con questo articolo di presentazione dell’opera pubblicato su L’Espresso n. 20. 

di Alberto Dentice 

Viene da chiedersi come mai gli ultimi due film sulla vita e l’opera di Bob Dylan, vale a dire sia il bel documentario “No Direction Home” di Martin Scorsese che la biopic diretta da Todd Haynes, “I’m not There”, si presentino fin dal titolo con una negazione. Come se nel rendere il loro tributo al più grande poeta rock del nostro tempo, entrambi i registi avessero realizzato l’impossibilità di afferrarne una volta per tutte la personalità. Già, di cosa parliamo quando parliamo di Bob Dylan? Del folk-singer ammazzacattivi degli esordi, del poeta visionario, del profeta veggente, del dotto biblista, dell’hippie strafatto, del mistico redento o dell’antiCristo in persona? Nessuno può dirlo. Ed è questa la ragione per cui Haynes, da regista accorto qual è, ha risolto l’enigma scritturando ben sette attori,fra cui una donna, Cate Blanchett, per illustrare le molteplici facce di questo artista a dir poco complesso. E ultimamente anche molto celebrato: libri, antologie, biografie, diari, cofanetti. Fra tutte l’antologia più esaustiva e curiosa è quella pubblicata dalla Columbia per festeggiare il trentennale dell’uscita del primo album del menestrello di Duluth. “Rare and Unreleased 1961 – 1991”, questo il titolo del cofanetto, è composto da tre Cd e da un esauriente booklet di accompagnamento. L’opera, proposta da “L’espresso” e “
la Repubblica”, contiene diverse registrazioni live degli esordi, brani poco conosciuti, canzoni celebri in versione diversa da quella ufficiale, e una messe formidabile di canzoni mai messe di disco. Insomma tre Cd per un totale d 58 brani, tutti segnati da una registrazione di ottima qualità, con l’aggiunta del documentario “No Direction Home” di Scorsese, come ciliegina sulla torta, costituiscono un’occasione unica e irripetibile per entrare in contatto con l’opera e la sfaccettata personalità del grande Bob. Il primo Cd, è concentrato sul repertorio folk degli esordi, è il Dylan che preferiamo, solo con chitarre, la voce roca che polarizza l’attenzione come un magnete e la struggente melodia dell’armonica che l’accompagna.
Strepitoso l’avvio con “hard Times in
New York” e l’invettiva antifascista di “Talkin’ John Birch Paranoid Blues”.
Intenerisce la versione per piano di “The Times They Are A-Ghangin”. Il primo Cd si chiude con il poema dedicato a Woody Guthrie declamato da Dylan al Town Hall il 12 aprile1963.

 

Dal 25 maggio in edicola con Repubblica ed Espresso un’antologia d’eccezione del menestrello di Duluth.Verrano riproposti i primi 3 cd della bootleg series “Rare & Unreleased 1961-1991” dove trovano posto diversi brani celebri suonati dal vivo,canzoni mai incise,prove e sperimentazioni acustiche,che vanno dal folk al blues passando per il rock:dalle liriche degli inizi con solo chitarra,armonica e voce,fino ai brani con musicisti d’eccezione come The Band,Mark Knopfler e Gorge Harrison.Nel corso delle uscite ci sarà in oltre un libretto in italiano di 64 pagine con la storia di ogni canzone e il doppio DVD “No direction home”,il film di Martin Scorsese sulla nascita del mito. Dal 25 maggio il 1° CD a 6.90 €  Questo il piano dell’opera: Leggi il seguito di questo post »

Altro classico del menestrello di Duluth che non ha bisogno di presentazioni.Live al Newport Folk Festival nel 1964.