Dylaniate
09/04/08
Grammy alla carriera a Dylan (1991)
Mi scuso con tutti per questo silenzio prolungato nel quale ho abbandonato questo blog ma purtroppo il tempo diventa sempre di meno e il pc negli ultimi tempi è stato particolarmente malaticcio. Ne approfitto del post per segnalarvi tre news dylaniane: la prima(ma lo saprete ormai tutti) è che a Dylan è stato consegnato il premio Pulitzer (prestigiosissimo premio per il giornalismo e le arti) , la seconda è che verrà in concerto in Italia il 15 a Treno, il 6 a Bergamo e il 18 ad Aosta, la terza (ma interesserà pochi) è che il percorso che presenterò all’esame di stato sarà incentrato sui vari modelli di protesta sociale e avrà come argomento portante proprio il menestrello di Duluth.
A presto!
P.S.= Lunedì sera c’è stata ai piani alti di palazzo Chigi una cenetta molto simpatica, che qualcuno ha definito un’ultima cena; ma io preferisco invece immaginarmela come l’ultimo atto di un’avventura di amici che si ritrovano a riflettere su tutto quel che è stato il loro percorso. Su quel che si poteva fare e non si è fatto, sulle persone delle quali ci si poteva fidare e non lo si è fatto (e viceversa). Sognando, immaginando, cantando e soffiando nel vento.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200804articoli/31691girata.asp
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita’.Martha Medeiros
Questa poesia, letta lo scorso 24 gennaio al senato da Clemente Mastella nel suo intervento nel quale dichiarava il suo voto sfavorevole al governo, e spacciata anche in quella sede per poesia di Pablo Neruda è in realtà una bufala che circola da anni attraverso catene di San’Antonio, spam e blog. La poesia come ho scritto anche sopra appartiene a Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana classe ‘61. Se provate a cercare in rete troverete una miriade di risultati che attribuiscono a Neruda la poesia, in realtà come ha fatto anche notare Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, che pubblica in Italia le opere del Nobel cileno, “Chi conosce la sua poesia si accorge all’istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento”.
“Meglio così: non credo che Pablo Neruda, che ha speso la vita per grandi ideali politici, sarebbe stato lusingato dal sentir citare una poesia davvero sua dalla voce di Clemente Mastella”.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine…evidentemente Mastella ne sa qualcosa…
Verso il sublime ed oltre…
12/01/07
Caspar David Friedrich – Viandante sul mare di nebbia