Record Store Day #2

16/04/11

Siccome per motivi di spazio nel giornale di stamattina non sono riuscito a inserire tutte le testimonianze di amici musicisti che con tanto cuore hanno accolto il mio invito a raccontare a loro modo questa giornata speciale,  ho pensato di inserirle tutte qui.

Buon Record Store Day a tutti!

Nel negozio di dischi del mio subconscio devi entrare e fare delle scale, non importa se scendono o salgono, è l’idea di inoltrarsi in  un posto speciale. L’importanza del piccolo negozio di dischi,o se vuoi del bugigattolo, è stato ed è vitale per la mia sempre crescente formazione artistica. Cosa sarebbe una città senza artisti? Come sarebbe una città senza questi piccoli mondi paralleli?
Sarebbe di certo più brutta.

Francesco Di Bella - 24 Grana

Nei negozi di dischi scorrono generazioni, epoche, emozioni, tutto racchiuso in un unico luogo. E’ come vedere un film al doppio della velocità. E’ facile allora comprendere quale importanza abbia la musica nella società e quanto sia importante una sua diffusione attraverso questi incantevoli luoghi.

Denise

I negozi di dischi mi fanno ricordare la mia adolescenza. Nei primi anni ’80 nella mia città ,Caserta, ne avevo due come punti di riferimento. Entrambi gestiti da grandi appassionati di musica. Spesso loro mi consigliavano dei dischi..spesso rimanevo affascinato dai loro consigli. Oggi il negozio di dischi è come quelle botteghe artigianali che vanno scomparendo. Teniamoci cari quei pochi che resistono perché la musica è cultura, è arte, non è solo un oggetto “usa e getta” come purtroppo cercano di farci credere. La musica non è un “singolo” che va bruciato per radio e dura massimo una stagione. Io credo ancora nel valore di un disco nella sua totalità come opera d’arte e qui penso ai Beatles o ai Pink Floyd ma anche a Paolo Conte o a De André, a Battisti o a Pino Daniele di “Nero a metà” o “Bella ‘mbriana”.

Ferruccio Spinetti - Musica Nuda

Smanettare su e-mule e avere intere discografie in pochissimo tempo o trascorrere lunghi anni aspettando di comprare i dischi dei propri beniamini? Decisamente la seconda. Ad oggi sullo scaffale ho diverse centinaia di dischi.. tutti rigorosamente originali. E non certo per un vezzo filatelico-integralista, tant’è che poi gran parte di essi sono tutt’altro che intonsi… ma per un semplice fatto di formazione,diciamo pure di “educazione” e soprattutto perchè ho avuto la fortuna di nascere nell’epoca “analogica” dove la formula “ad ogni azione corrisponde una reazione” aveva un senso molto più pesante.. e non parlo quindi certo di megabyte. In sintesi, durante la mia adolescenza ad Agropoli era difficile anche solo trovare le riviste specialistiche.. il che voleva dire che una volta a settimana compravo il biglietto del treno per Salerno e all’edicola in stazione compravo il “Mucchio” all’epoca ancora “Mucchio Selvaggio” ed era ancora settimanale.. Il più delle volte lo divoravo sul posto,sui gradini della stazione.. e di fretta e furia correvo alla mia bettola magica: DISCLAN! Che inevitabilmente diventerà uno dei luoghi più importanti della mia vita.. Chi lo conosce sa che non sto parlando di un semplice negozio di musica dove compri,paghi e arrivederci… ma di un vero e proprio tempio.. con tanto di sacerdoti! Esagero? Beh.. non credo.. Ancora oggi continuo a vivere la musica con questo piglio diciamo “fisico” ..e posso affermare tranquillamente che se oggi sono quello che sono devo moltissimo alla mia “bettola magica”!

Enzo Moretto - A Toys Orchestra

Credo che tutti quelli che amino la musica incisa sui dischi sviluppino un senso di  onestà e di amore per le piccole cose che li mantiene puri e giovani per sempre. Sono quelli che vanno in giro sempre sulla stessa vespa, che esibiscono con orgoglio le loro Adidas bianche, che soffrono il doppio per una ragazza, ma hanno sempre un’alternativa migliore  a tutto il resto.  E’ una questione di prospettive, vuoi che si tratti di un rocker, un punk o un mod. E di priorità, certo. Possono prenderti  in giro per sempre, ma tu sai che in camera  hai un tesoro che per fortuna non è alla portata di tutti.  Per questo sono importanti i piccoli negozi,  quelli  delle canzoni mal giudicate e ascoltate di nascosto, quelli che ti vendono l’unica copia dei Churls, che nessuno conosce perché sono Canadesi,  quelli  del rock visionario che ti riempie l’anima, quando sai che il tuo pomeriggio sarà felice perché  hai un motivo in testa  e un po’ di vento in faccia.  E ad un tratto i mali del mondo scompaiono e tutto diventa verde.   E scappi al negozio di dischi, e ci passi le ore, pensando che comunque vada il futuro resterai sempre li, e magari lo aprirai alla fine un negozio tutto tuo.  Più Felice.   C’è chi sceglie lo sport, chi una carriera, chi il mito dell’eterna adolescenza.

Luigi Sabino - i Valium

La mia formazione musicale è partita da bambino con mio padre, musicista appassionato, che riempiva la casa di dischi in vinile che venivano dal dopoguerra ed erano stati portati dagli americani dopo lo sbarco a Salerno. Il negozio di dischi per me ha iniziato ad avere un valore fondamentale attorno ai 16 anni quando ho cominciato a scoprire alcuni musicisti che non riuscivo ad ascoltare a casa perché eravamo fermi al jazz tradizionale. In particolare ho scoperto il jazz-rock alla fine degli anni ’70 comprando “Light As A Feather”  di Chick Corea con i Return to Forever che trovai da Disclan su consiglio del compianto Luciano Maysse, papà di Mario, che attualmente continua l’attività commerciale. Insieme ad Aldo Vigorito ricordo di aver letteralmente consumato quel disco scoprendo un nuovo mondo musicale che ci avrebbe affascinato moltissimo negli anni successivi. Disclan era un punto di riferimento per tutti i jazzofili dell’epoca e non solo. Quelli che amavano il rock progressivo, all’epoca particolarmente in auge, poteva trovare da Luciano pane per i propri denti. Disclan era il nostro iTunes e l’unica alternativa che avevamo per scoprire nuova musica era la radio. Ricordo di aver passato delle bellissime serate ascoltando Jazz Concerto a cura di Adriano Mazzoletti, una trasmissione di jazz live dove si esibivano i migliori jazzisti italiani e internazionali. Sostituire la bellezza di un disco con un mp3 è un dramma, è come leggere un libro fotocopiato per un amante della letteratura. Regalate dischi perché vi assicuro sono graditissimi regali e in più avremmo fatto qualcosa per la sopravvivenza di questi luoghi meravigliosi.

Guglielmo Guglielmi - Trio di Salerno

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