Giffoni Music Concept ‘08
29/07/08

Io con Enrico Gabrielli, polistrumentista degli After
Quando si torna da Giffoni si vive sempre in uno stato sconvolto misto tra la nostalgia la tristezza e la voglia di far frutto di tutta ciò che è stata l’esperienza del festival, e così vivendo in questo stato ce ne vuole un po’ per riprendere coscienza di sé, ma sforzandomi per un attimo di fare mente locale, sul festival un po’ di cose da dire ce ne sono. Evito di parlare della sezione cinematografica perché ahimè l’ho vissuta veramente poco ma piuttosto ci tengo a fare qui qualche puntualizzazione che mi sarebbe piaciuta fare sabato sul palco riguardo il Music Concept, ovvero quella che dovrebbe essere la branca musicale del festival. Innanzitutto l’inspiegabile ridotto numero di concerti ha calato di molto l’attenzione e il calore del festival, avere ogni sera un concerto, magari non per forza di altissimo livello, ha sempre creato la giusta atmosfera da festival che quest’anno inevitabilmente non si è creata (e poi non lamentiamoci se in Italia non c’è la cultura del “festival”). Sarò un po’ cattivo, ma a mio avviso quest’anno il Giffoni Music Concept non è stato un festival parallelo ma un semplice insieme di singoli concerti uniti inspiegabilmente sotto lo stesso nome ma di fatto ognuno per conto suo. Lontano insomma da quel ritmo serrato e continuo di concerti ogni sera che esaltava tutti, giurati, pubblico e addetti ai lavori che magari rimanevano anche qualche giorno più del dovuto per aspettare il concerto di qualche collega. Quest’anno qualcosa è andato storto, sarà stato il maggior dispendio di risorse e di energie nel progetto della Multimedia Valley, sarà stato un cachet ridotto, quel che si è visto è che di concerti vero e proprio ne abbiamo avuto solo uno (forse due) e per la prima volta in 5 anni di festival ho visto affacciarsi timorosa qualche nuvola. La giuria MC inutile dirlo, più maltrattata che mai, ritardi di ore degli ospiti per i pow-wow, spostamenti improvvisi, giornalisti infiltrati, e per concludere la promessa di poter suonare sabato sera sul palco e invece sul palco non siamo riusciti neanche a salirci tra i giurati. Potrei essere molto prolisso a riguardo, ma siccome un po’ di rabbia di delusione e di tristezza aleggia ancora mi limito a dire, sperando di poter mettere una pulce nell’orecchio di qualcuno, che sabato sera abbiamo avuto la netta sensazione di vedere una festa e di non essere stati invitati. Finchè si tratta di fare interviste, foto, TV, siamo la giuria più ricercata, ma quando si tratta di salire prima degli altri giurati sul palco, di assistere ai soundcheck, di svolgere in orario un powow, cose che ci spetterebbero in quanto giuria musicale, nessuno risponde. La cosa si aggrava ancora di più se si pensa che un vero e proprio responsabile noi di MC forse neanche l’abbiamo, per cui cara MN (alias Umberto Chiaramonte), caro GFF (alias Claudio Gubitosi), se tenete e credete ancora nel progetto MC restituitegli quella dignità che inizialmente vantava. Chiusa la parentesi polemica c’è da dire che il concerto degli Afterhurs è stato a mio avviso uno dei migliori concerti visti in anni di festival, 2 ore e passa di musica tiratissima, suonata benissimo, quasi 30 pezzi in scaletta tra vecchi e nuovi e una scenografia elegantissima. Molto interessante sono stati anche i (pochi) pow-wow da quello con Caparezza, in cui si è parlato delle contraddizioni del sud e della musica fino a quello con gli stessi Afterhours in cui si è parlato di quella magia e di quell’evocatività della musica che in un ipod proprio non ci stanno; ma la miglior risposta alla classica domanda della settimana, “quali sono i tuoi miti&maestri?”, l’ha data Tricarico: “il mio miglior maestro è quello che non c’è mai stato”.
Afterhours – Quello che non c’è live@Giffoni
Nonostante gli After abbiano spesso un pubblico molto giovane credo siano il mioglior gruppo rock italiano, bravi, capaci di evolversi, crescere, trasformarsi. Dal vivo sono da brivido.
E’ triste quello che dici, che c’è sempre meno spazio e attenzione alla musica in questi contesti.
Io ho una regressione adolescenziale per errico gabrielli, lo sposerei domani.
Ciao
elide
..meravigliosi!